Ci son strade da qualche parte
in cui la notte arriva in fretta,
il tempo di affacciarsi alla finestra
ed è già buio.
Mentre guardi in alto il cielo
grigio,
senza sfumature nè contrasti,
ti sembra quasi che piova,
ma son solo gocce lente
e leggere
che il vento porta via con sè.
Puoi chiamare le case per nome,
ed entrare solo se possiedi
una parola magica.
Se non le rispetti, le case non ti lasciano entrare
e può capitare di trascorrere la notte
a sonnecchiare accanto a un calorifero
nell'atrio di un condominio
mentre aspetti che la parola magica arrivi,
anche se sai che è sempre in ritardo.
Ci son luoghi pieni di gente,
in cui non sai che lingua parlare
perchè di lingua ne conosci una
ed è proprio quella che non conosce nessuno.
Ma le parole servono a poco
quando si mangia, si beve e si ride
e si sorride per dire "Grazie"
o si tace di fronte a quello che davvero
non avresti creduto mai di poter vedere.
Che lui, proprio lui,
si innamorasse in una città senza sole e senza mare
portando il calore dei nostri panorami colorati
in una stanza spoglia e con la moquette sbiadita.
In questa stanza scorre sangria,
come fosse sangue nelle vene,
ti fa brindare to the health and to Mark,
ti fa mangiare senza sosta.
In questa stanza si dorme male
e con coperte che non coprono abbastanza
ma dormire non è un'esigenza
se il tempo è troppo poco e scorre troppo in fretta,
e i ricordi son binari interminabili
su cui i treni passano senza far rumore
e si fermano in stazioni lontane nei luoghi e negli anni
ma mai dimenticate.