ultimi post su iobloggo.com Supporta iobloggo.com!
scheda blog  aggiungi ai preferiti 

Forse non tutti sanno che...

mercoledė, 23 aprile 2008 14:03 in Grace & Family
Esistono mamme, tipo la mia, che entrano in camera mentre stai al pc, esclamando:

"Ma che è? Il sito dove si vedono i filmati?* Fammi vedere i cantanti di X-Factor!! Fammi vedere Tony che è il più bravo"

Ho creato un mostro.

*Youtube, ma pretendere che sappia pronunciarlo sarebbe veramente troppo.
Cometa_g.   17 inside

Sei un viaggio che non ha nč meta nč destinazione.

giovedė, 20 marzo 2008 14:07 in Grace on Her Mind
Ricomincia la vita da barista. Oddio, ricominciare è una parola grossa. Domenica io ero quella che, mentre le altre sgobbavano, stava ferma al buffet a ridere e cantare (e mangiare). Per cui tra me e i clienti, diciamolo, non c'era alcuna differenza. Ma a parte ciò, il lavoro al bar stanca comunque. C'è da stare in piedi, portare vassoi, camminare avanti e indietro. Per una come me, che lo sport non sa manco dove sta di casa, credetemi, è un'impresa.
Ma la disgrazia più grande quando lavori al bar è senza ombra di dubbio la radio accesa 24 ore su 24. Voi clienti non ci avrete mai fatto caso, entrate in un bar e in cinque minuti ne siete fuori, noncuranti della canzoncina in sottofondo. Ma io che quella canzoncina me la devo subire per 8 ore, dopo un po' comincio a mostrare seri problemi di comprensione. Il radiogiornale delle 10 è per ovvi motivi uguale a quello delle 9, e sarà sempre lo stesso alle 11. Del resto in un'ora cosa vuoi che succeda? Ma ascoltando per 8 ore la stessa stazione radiofonica ti rendi più che altro conto che in una giornata passano sempre le stesse 10 canzoni a intervalli regolari. E non son mica le canzoni belle e che vorresti ascoltare tu. No, no! Sono quegli esperimenti strani di canzoni orecchiabili che non sai come nè perchè ti entrano nel cervello, ti si impiantano e mettono radici. Quelle che proprio non ti levi dalla testa, cascasse il cielo ti rimangono attaccate addosso come sanguisughe. E così lunedì mi sveglio canticchiando "Sei un viaggio che non ha nè meta nè destinazione" "Sono solo anch'io come vivi tu", e cosciente che il giorno prima avevo lavorato, ho subito capito che trattavasi di canzone merdosa orecchiabile impiantatasi nei miei neuroni. Se non che fino a mercoledì non potevo proferire verbo che usciva fuori sto ritornello melenso di ragazzino sfigato, così mi son detta "basta!", anche perchè, caso strano per una trashomane come me, non sapevo manco chi cazzo fosse a cantare sta roba. Così, sapendo che, se si tratta di canzone da adolescenti depressi, la mia sorellina ha ovviamente provveduto ad "acquistarla legalmente" su internet, apro Itunes. E il titolo "L'amore" risplende. Avevo ragione, mia sorella ha provveduto.
Trattasi dei Sonohra con l'acca, vincitori di Sanremo giovani. Ricordo che alla domanda della Gialappa's "Tu chi cazzo sei?" uno di loro ha risposto "Sono uno che si sta cagando sotto". Proprio lui col fratello e le loro chitarre ristagnano al momento nel mio subconscio. Non posso fare a meno di pensare a sto viaggio senza meta ogni momento della giornata, e quel che è peggio, è che se mi viene da cantarla perderò amici, fidanzato e famiglia in un sol colpo. Tento di sconfiggere il nemico sovrapponendo ad esso la versione di Elio.


Cometa_g.   20 inside

Ho trovato la mia strada.

martedė, 04 marzo 2008 16:50 in Grace on Her Mind
Da grande voglio fare QUESTO:

Cometa_g.   8 inside

Piccoli delinquenti crescono

sabato, 16 febbraio 2008 12:53 in Grace & Family
Io: "Giù, sei scocciata?"
Giulia (mia sorella di 14 anni, intenta a fare lo zaino): "Lo sai che a scuola ora c'è anche la psicologa?"
Io: "Ah sì? C'era anche quando ci andavo io"
Giulia: "Sto pensando di andarci, ma solo per evitare l'ora di storia"
Io: ""
Giulia: "Sì, perchè storia non mi piace"
Io: "Non puoi andare dallo psicologo così. Che gli racconti scusa?"
Giulia (ci pensa e poi esclama convinta): "Che papà mi picchia"
Io: "Sarai credibile"
Giulia (cominciando a recitare): "Mio padre mi picchia tutti i giorni e per i motivi più inutili" (scoppia a piangere)
Io: "Così chiamano gli assistenti sociali e la polizia"
Giulia (stupita): "Ma no, non possono Grà! C'è il segreto professionale"
Io: "Non sono convinta".
Passano 5 minuti. Lei finisce di fare lo zaino. Improvvisamente mi si piazza davanti e struggendosi comincia a recitare: "Signora psicologa, mi aiuti! Mi aiuti! Mia sorella maggiore mi maltratta, mi picchia, mi violenta (!?!). Mia sorella maggiore è cattivaaaa. Aaaaaaah (pianto finto). Sono credibile?"
Io: "E i lividi?"
Giulia: "Signora psicologa, mi aiuti! Mi aiuti! Mia sorella maggiore mi maltrattava, mi picchiava. Non lo fa più, per questo non ho i lividi, ma sono molto traumatizzata. Aaaaaaaaah (pianto finto). Ora?"
Io: ""
Cometa_g.   26 inside

TOGLIETEMI DALLA TESTA QUESTA CANZONE!!!

lunedė, 28 gennaio 2008 23:07 in Grace on Her Mind
 

Cometa_g.   17 inside

Ręve pour l'hiver

mercoledė, 23 gennaio 2008 14:25 in Grace in Love With...
Ci son notti troppo simili
e coperte troppo uguali l'una all'altra,
perchè un'anima stanca riesca a distinguerne
l'odore o il tocco leggero sulla pelle.
Quando la testa pesa
e quasi cade sul cuscino,
mi sembra di annegare dentro al sonno
ed è uno sforzo tentar di rimanere a galla.
Perchè i pensieri talvolta sono indispensabili
quando la tua sagoma può essere solo immaginata,
tra la polvere che cade sulle lenzuola
e non trova le tue spalle a cui appoggiarsi.
Io respiro quest'aria vuota
ed è un'aria che non ha sapore,
non sa di baci consumati in fretta
nè di membra stanche per il troppo cercarsi.
Senza i tuoi abbracci sono un disegno senza sfumature,
una persona salda sulle gambe
ma piena di gesti incompiuti.
I sorrisi però affiorano sulle labbra
spoglie e senza veste,
che baciano il vino e parlano a sproposito.
C'è una distanza che non si può colmare,
e un sentiero chiaro tracciato meticolosamente
che unisce la stessa giornata vissuta in modo differente.
Un momento in cui tu solo senti i miei pensieri.
Quando allungando la mano sul cuscino trovo la tua mano,
che si beffa dei chilometri e del sonno.
Cometa_g.   10 inside

Qualcuno mi aiuti.

giovedė, 17 gennaio 2008 11:31 in Grace & Family
Capita che tua madre mischi le carte. E così ti ritrovi a cercare libri dell'università e foto del liceo nel variegato mondo di tua sorella più piccola. Variegato, in effetti, è un eufemismo. I libri sono accatastati senza ordine e rispetto per le leggi di gravità, di punto in bianco saltano fuori poster di High School Musical e, quando finalmente metti le mani sul tuo album di foto del liceo, maledicendo tua madre in tutte le lingue del mondo compreso il linguaggio dei segni, aprendolo trovi una bella sorpresa, ossia questa lettera:

Caro Orlando Bloom,
mi chiamo Giulia ed abito a Tarquinia un paesino in provincia di Viterbo. Sono una sua grande fun (e notare "fun", ma va bè, ha 14 anni) anche se sono convinta che potrebbe migliorare molto nel modo di recitare e soprattutto nelle espressioni facciali (in ogni caso gli dà del "lei" eh).
Il film in cui ha recitato e che mi è piaciuto di più è stato: "I pirati dei Caraibi" perchè si mischia la serietà alla comicità. Anche il tuo collega Johnny Deep (e non Depp) è molto bravo a recitare e se ti capita fagli i miei complimenti (Oh Johnny, complimenti da Giulia! Bella lì!). Inoltre mi piacerebbe sapere come passano il Natale le celebrità come voi, mi sveli quali sono i posti più cool (!?!) dove ci sono le feste più belle e affollate perchè forse da grande ci andrò poichè mi piacerebbe diventare un'attrice anche se non rientra nei miei desideri primari.

E qui si interrompe la missiva. Ringraziando Iddio probabilmente ci ha ripensato. Anche perchè, diciamolo, dubito che Orlando conosca l'italiano e soprattutto accetti positivamente quel "anche se sono convinta che potrebbe migliorare molto nel modo di recitare e soprattutto nelle espressioni facciali".

Ma più che altro mi colpisce questo suo desiderio non primario di fare l'attrice, il che dimostra, al di là di questo foglio, che qualcosa le ho insegnato, oltre a scrivere in modo corretto la parola "cool".

Cometa_g.   26 inside

Manchester in deep in deep is a nice city.

martedė, 15 gennaio 2008 11:14 in Grace & Friends
Ci son strade da qualche parte
in cui la notte arriva in fretta,
il tempo di affacciarsi alla finestra
ed è già buio.
Mentre guardi in alto il cielo
grigio,
senza sfumature nè contrasti,
ti sembra quasi che piova,
ma son solo gocce lente
e leggere
che il vento porta via con sè.
Puoi chiamare le case per nome,
ed entrare solo se possiedi
una parola magica.
Se non le rispetti, le case non ti lasciano entrare
e può capitare di trascorrere la notte
a sonnecchiare accanto a un calorifero
nell'atrio di un condominio
mentre aspetti che la parola magica arrivi,
anche se sai che è sempre in ritardo.
Ci son luoghi pieni di gente,
in cui non sai che lingua parlare
perchè di lingua ne conosci una
ed è proprio quella che non conosce nessuno.
Ma le parole servono a poco
quando si mangia, si beve e si ride
e si sorride per dire "Grazie"
o si tace di fronte a quello che davvero
non avresti creduto mai di poter vedere.
Che lui, proprio lui,
si innamorasse in una città senza sole e senza mare
portando il calore dei nostri panorami colorati
in una stanza spoglia e con la moquette sbiadita.
In questa stanza scorre sangria,
come fosse sangue nelle vene,
ti fa brindare to the health and to Mark,
ti fa mangiare senza sosta.
In questa stanza si dorme male
e con coperte che non coprono abbastanza
ma dormire non è un'esigenza
se il tempo è troppo poco e scorre troppo in fretta,
e i ricordi son binari interminabili
su cui i treni passano senza far rumore
e si fermano in stazioni lontane nei luoghi e negli anni
ma mai dimenticate.
Cometa_g.   6 inside

La simpatica mattinata di Cometa, la cartolaia.

mercoledė, 09 gennaio 2008 12:12 in Grace & Family
Sveglia alle 8.30, giusto in tempo per alzarsi alle 9.30 assolutamente in ritardo sulla tabella di marcia. Stamani ho una missione importantissima: fare le fotocopie a scrocco nell'ufficio di mio padre!!
Siccome sono in ritardo e non devo fare colpo su nessuno, esco praticamente in pigiama (scordandomi anche di pettinarmi) e con l'occhio ancora spento. Infatti mio padre, sempre attento a come mi addobbo, manco mi vede che esclama "Ti sei svegliata 30 secondi fa?" "Mmmm certo che no. Ho fatto le faccende di casa ".
La mia tabella di marcia è serratissima (tra le altre cose comprende "scrivere un post"), per cui prendo i libri e dico "Dov'è la fotocopiatrice?". Ma mio padre e il lavoro son due strade parallele che non si incontreranno mai, per cui esclama subito "Mo? No mo no, mo iammc' a piglià nu cafè!". Con l'aspetto di un mocho vileda esco dall'ufficio insieme al vigile urbano più famoso del paese, la qual cosa è sempre una tortura. Lui saluta tutti i vecchi, tutti i cani, tutti i panettieri del paese, manco fosse Belle all'inizio del cartone animato. Sono esaurita di già, quando una fisionomia a me nota si staglia davanti a noi: "Ciao!" dice felicissimo manco avesse visto il papa rivolto a mio padre. "Ciao Grazia!" e mi abbraccia calorosamente. Ora, si dà il caso che questo tipo perennemente sull'orlo di un orgasmo sia il mio amico di giochi di quando avevo 10 anni, facevamo il bagno nella piscina gonfiabile del terrazzo di casa mia, poi è sparito nel nulla dell'adolescenza. Si sa come vanno queste cose. Lui però pare che non ha capito come va la vita, ogni volta che mi vede mi tratta come se fossi sua sorella. E infatti esclama subito: "Grazia, come stai? Tutto bene? Non mi saluti mai quando mi vedi! Perchè? Non si fa eh! Ti sei scordata di me?". Io mantengo un sorriso di circostanza tutto il tempo, poi alla fine lo saluto e porto via mio padre che non evita di commentare: "Che bravo ragazzo! Proprio bravo!".
Prendiamo questo caffè, facciamo per rientrare nell'ufficio, quando mio padre si ferma a parlare con questo e quello. E chi ti esce dal portone del Municipio mentre aspetto mio padre? Il tizio amico d'infanzia di cui sopra, che prontamente esclama: "Ciao Grazia!". Io mi guardo intorno pensando che sia impazzito, ci siam salutati 10 secondi fa. E poi questo sorriso a 56 denti mi innervosisce. "Ancora qua eh?" E dove minchia devo stare, non ho mica il teletrasporto! "Come va? Io sto tanto bene, son contento di vederti, sai. Tu non mi saluti mica mai" E' pazzo. Mio padre finalmente mi raggiunge, ma deve andare a prendere la carta per farmi fare le fotocopie. Attraversiamo la strada quando una macchina si ferma. Sapete chi è? Non ci crederete! Ma è di nuovo il tipo di cui sopra! Sta nella macchina col suo volto pregno di felicità e di gioia di vivere! E' dovunque!!! Io ormai lo guardo come se fosse un alieno mentre lui fa "ciao ciao" con la manina. Mah.
Comunque avrete capito, passo la mattina a scroccare le fotocopie a spese del Comune, mentre mio padre e la segretaria si son dati al pazzo Gratta&Vinci. Io non lo immaginavo, ma nell'ufficio contravvenzioni c'è tutto l'occorrente di una cartoleria. Per cui ho anche perso tempo a rilegare i miei libricini. Che bello l'Ufficio contravvenzioni, ci si diverte e non si fa una minchia! Mio padre nell'illustrarmelo ha specificato: "Ti piace il mio ufficio? Ho tutto ciò che mi serve: una segretaria, il telefono, internet gratis, la televisione...". Tutto ciò che serve per cazzeggiare insomma. W papà!

Cometa_g.   15 inside

Houston, abbiamo un problema.

venerdė, 30 novembre 2007 21:29 in Grace on Her Mind
Aspettavo questo momento da mesi.
Ho pensato, preparandomi al peggio. Ma il peggio era nulla in confronto a questa giornata. Mi dicevo "Dai Grà, ormai hai 25 anni, sei adulta, sei forte".
Eppure la paura cresceva, lentamente, nonostante tentassi di controllarla.
Mia madre ha fatto il giro del quartiere cercando qualcuno che stamattina mi accompagnasse, ma tutti avevano un impegno. E io col sorrisetto poco convinto continuavo a dire: "Ma figurati se succede qualcosa. Sono grande ormai".
E così è arrivata l'ora X. Sola soletta con i miei 25 anni sono andata dal dentista. Scopo: farmi tirare un cazzo di dente del giudizio. Dentro di me continuavo a ripetere: "Cosa sarà mai? E' solo un dente! Non è mica come essere stritolati da un boa o morire dopo interminabili torture"! Pensavo "Nella vita c'è di peggio", ma il pensiero successivo era "Farà un male cane. Come minimo svengo".
"Non fare figure di merda, Grà"
mi ripetevo, mentre il dentista sorridente mi faceva l'anestesia. Quando il dottore ha preso le tenaglie dicevo "Pensa alle cose belle, al sole he cade sul mare". Ma quando tirava e strappava già stavo nel panico totale "Il sole... oh Gesù oh Gesù... la vita è bella, mi sta strappando le gengive cazzo". In 5 minuti tutto è finito, il dottore mi pianta il mio dentino gocciolante sangue davanti agli occhi dicendo "Che pezzo grosso, eh?". Lui rideva e io pensavo: "Non fare stronzate Grà. La vedi la porta? E' lì davanti a te. Respira. Raggiungila. Sei grande. Non hai più 8 anni". E poi ricordo di aver messo il cappotto, di aver allungato la mano verso la maniglia "ce la fai ce la fai!". Il ricordo successivo è di me stesa per terra nello studio del dentista con quest'ultimo che mi schiaffeggiava, e la sua assistente in preda al panico che mi gettava secchiate d'acqua in faccia. "Oh Dio, oh Dio è svenuta". E io "Oh Dio, oh Dio. Hai fatto n'altra volta il teatrino. E brava Grà".
Trovandomi in ospedale ovviamente è arrivata gente da ogni dove, nonostante io tentassi di spiegare che mi capita spesso. Che son svenuta per paura di un asciugacapelli, per essermi smarrita in un campeggio a 8 anni, persino mentre lavoravo riempiendo secchi d'acqua. Ah sì, per non parlare di quando son svenuta nell'atrio della scuola elementare battendo rovinosamente la testa davanti a 200 persone. E anche quella volta in classe davanti alla maestra. E sì, altre innumerevoli, infinte volte.
Ma l'assistente del dentista di lasciarmi andare non ne voleva proprio sapere.
"Fatti visitare, sei pallida e deperita"
" Grazie. Non ce n'è bisogno"
"Tu hai un problema. I tuoi lo sanno?"
"Non ho un problema. Sono solo molto emotiva. Gliel'ho detto"
"Mmm. Fatti un emocromo"
""
"Prendiamo una barella? Vai al pronto soccorso"
"NO PER CARITA' LA BARELLA NO!"
"Guarda che è grave, sei caduta in modo così... così... improvviso" sostiene sconvolta.
"Sì, capita. Sa, la forza di gravità".
Appena è scomparsa son sgattaiolata via in silenzio, attaccata alle pareti.
Non è colpa mia, son fatta così. Almeno c'è sempre qualcuno che si fa delle sonore risate con questi miei simpatici aneddoti. Vero, Opo?

Cometa_g.   32 inside